A seguito della pubblicazione del libro Storie recanatesi. Carteggi di Paolina Leopardi, nato per documentare — su richiesta di alcuni storici di rilievo — l’identità di Marzio Politi, avo dell’autrice e corrispondente di Paolina Leopardi tra il 1857 e il 1861, esaurite tutte le copie, è emersa l’esigenza di farne una ristampa con maggiori elementi storici per integrare il testo con nuovi e significativi elementi emersi a seguito della pubblicazione del volume.
Questi apporti offrono ulteriori informazioni non soltanto sull’ampio periodo storico preso in considerazione, ma anche sull’unico corrispondente della nobildonna recanatese di cui non si avevano notizie, permettendo una più approfondita analisi del giovane conte recanatese e dei suoi rapporti non solo con Paolina Leopardi, ma anche con figure coinvolte nei fermenti politici che portarono all’Unità d’Italia.
In occasione delle celebrazioni commemorative del centocinquantesimo dalla morte di Paolina Leopardi (1869 – 2019) sono stati pubblicati, arricchendo la copiosa letteratura già esistente sulla nobildonna, lettere e testi che hanno dato la possibilità di analizzare meglio l’importante figura della sorella del nostro grande poeta Giacomo Leopardi.
Paolina, dal 1822 al 1869, anno della sua morte, intrattiene un costante rapporto epistolare sia con intellettuali sia con amici e familiari.
Tra le lettere scritte da Paolina nella sua età matura, ve ne sono otto indirizzate a Marzio Politi. Ne vengono pubblicate alcune inedite con riferimento ad altre.
Le lettere di Paolina a Marzio hanno destato molto interesse perché, diversamente dalle altre che aveva inviato a ben 41 corrispondenti, quelle indirizzate a Marzio, per il loro contenuto, per la loro intimità e particolarità — persino nella scelta della carta — sono state confrontate con quelle che Paolina scriveva al fratello Giacomo, per cui oggetto di maggiore interesse sia per il contenuto sia per la forma.
Chi fu dunque Marzio Politi per Paolina nella sua età matura? Un amico fidato, un confidente sincero con cui scambiare opinioni letterarie e personali o qualcosa di più?
La nuova edizione assume un tono più discorsivo e narrativo, ampliando la trattazione: oltre alle lettere tra i due corrispondenti vengono incluse quelle delle rispettive famiglie.
Sono inoltre esplorati i legami di Marzio con la famiglia materna, quella dei Ricci Petrocchini di Macerata, imparentata con D’Azeglio e, indirettamente, con Manzoni.
L’interesse degli studiosi per Marzio Politi — o Marzio Politi Flamini — si concentra su diverse domande: si tratta di due persone distinte o della stessa persona ed, eventualmente lo fossero, in quale periodo vanno collocati?
Chi era tra i due il Marzio collezionista di materiale membranaceo e cartaceo, noto a livello internazionale e chi il confidente della Sorella sempre più centrale nella letteratura dell’Ottocento?
Se la prima edizione si soffermava soprattutto sull’aspetto epistolare, oggi possiamo comprendere quanto fosse rilevante, per alcuni studiosi, analizzare il profilo del Marzio collezionista talmente noto in Italia, in Europa e in America da far credere che il materiale da lui donato o venduto provenisse dalla Biblioteca Antiquaria del Conte Marzio Politi di Recanati, quando era ancora giovanissimo.
Tra i ventuno figli di Lucrezia Ricci Petrocchini e di Giuseppe Politi compaiono però un Marzio Fabio nato nel 1816 e un Marzio Antonio nato nel 1836: attraverso la ricerca di fonti, è emerso chiaramente, con molto stupore di chi aveva cercato di comprendere il rapporto tra i due corrispondenti, che il Marzio oggetto della ricerca era nato nel 1836, quindi di ben trentasei anni minore della nobildonna recanatese.
Il libro fa immergere il lettore nella Recanati da fine Settecento a fine Ottocento attraverso la sociabilità e l’esperienza di famiglie molto simili tra loro, attente al mutare degli orientamenti politici nella interessante epoca che vede il governo pontificio contrastato e infine travolto dall’affermarsi del processo risorgimentale e dalla nascita del Regno d’Italia.
